sabato 13 agosto 2011

Real de Catorce Slp. II parte

Dopo il grande auge dell’argento, quando la popolazione locale superava i 7000 abitanti, durante gli anni 20 la popolazione scese drasticamente fino a raggiungere le poche centinaia di abitanti.
Tuttavia le poche miniere attive che oggi esistono si dedicano all'estrazione di minerali come rame, piombo , zolfo, mercurio, amianto, serpentino e, naturalmente, d'argento. Non c’é dubio che comunque trascorrere un fine settimana a Real de Catorce ti fa vivere in un'atmosfera misteriosa. Ascoltare i racconti leggendari degli Sciamani Huichol e dei loro  ”viaggi mistici a altre dimensioni” indotti dal peyote. Camminare per le vie acciotolate e tra le rovine di quelli che un tempo furono ricchi palazzi signorili. Visitare il vecchio paesino fantasma. Respirare l’aria notturna sempre fresca. Dare un’occhiata al firmamento ed osservare la miriade di stelle che brillano incontaminate.
Il 4 Ottobre, festa di San Francesco, é quasi impossibile entrare a Real. Chiudono il transito del tunnel alle auto e solo si può entrare a bordo di carrette trainate da asini o camminando i 2.3 chilometri, percorso tra l’altro molto suggestivo. Un’orda di gente pellegrinando al santuario, migliaia di turisti e fedeli fanno ore e ore di fila per entrare e toccare o baciare la statua del Santo Universale, portato poi in processione per le vie del paese e acclamato come San Panchito o il Santo Charrito.
Non sò quante volte sono andato a Real de Catorce in questi anni, sò che ogni volta che vado scopro qualcosa di nuovo, conosco sempre gente nuova ed interessante e vivo momenti magici.  
 
 la vista dalla camera dell'hotel
 
 
 
 

 dopo il temporale serale, dopo l'arcobaleno, dopo le nuvolone nere... la notte stellata
 
 
 
 
 
 

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