Si, siamo già entrati in primavera
e sono trascorse pure le feste pasquali. Però vedendo le immagini che avevo
nella fotocamera, ne ho trovate alcune scattate in un paio di freddi giorni
invernali e dimenticate, come spesso avviene quando si ha molta memoria
disponibile in una fotocamera. Ed ora eccole qua. Niente di clamoroso, sono le
prime luci del giorno sulla città e raggi che filtrano tra la costante ed
irregolare caduta dell’acqua nelle fonti o tra gli alberi e le loro foglie. In
inverno le fotografie sono sempre piú nitide, dovuto forse al fatto che l’aria
fredda del mattino rende il cielo e l’intorno piú chiari e lucidi, ed i colori si
sentono e percepiscono piú vivi. Se non ricordo male in quei giorni di metà gennaio
il termometro non superava i 5°c al sorgere del sole. L’aria fredda che si
respirava era quasi pungente per le fosse nasali però allo stesso tempo dava
una gradevole senzazione di freschezza, di pulito, di limpido. Freschezza e
pulizia della quale spesso dovremmo riempire anche i nostri cuori, non solo i
polmoni.








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